Bob Dylan ha aperto la sua tappa italiana del "Lights of Autumn Tour" a Milano il 2 novembre, in un Dome gremito e senza telefoni. Come da regola imposta dallo stesso Dylan, gli smartphone sono stati consegnati all’ingresso e inseriti in una custodia con chiusura magnetica: in caso di emergenza, uscita per sbloccarla; altrimenti, focus esclusivo sulla musica. Una scelta che può apparire anticonvenzionale, ma che Dylan giustifica con una motivazione chiara: "crediamo che crei un’esperienza migliore per tutti. I nostri occhi si aprono un po’ di più e i nostri sensi sono leggermente più acuti quando perdiamo la stampella tecnologica a cui ci siamo abituati".
A 85 anni, Dylan si presenta in penombra, dietro le tastiere, senza dialogo con il pubblico. Una scaletta di un’ora e mezza, che pesca soprattutto dalle produzioni degli ultimi trent’anni, con i classici come "Tangled Up in Blue" rivisitati in arrangiamenti diversi. Il concerto, però, non è stato esente da critiche: in particolare, l’audio si è rivelato insufficiente a riempire la sala, suscitando proteste dal pubblico, rimasto a lungo in piedi, con il grido "volume volume". Dylan prosegue il tour in Italia il 5 novembre a Roma e il 7 a Bologna.