Il 29 ottobre 2026 il Teatro Duse di Bologna ha ospitato la prima dell’Opera Guccini, produzione del Teatro Comunale di Bologna, ideata da Giorgio Comaschi e Alessandro Nidi, e concepita in vita con il cantautore. Un evento che ha unito in platea appassionati, personalità cittadine e amici di Guccini, tra cui la figlia Teresa, il sindaco Matteo Lepore e i musicisti Flaco Biondini e Antonio Marangolo, per un omaggio solenne e collettivo, a meno di tre mesi dalla sua scomparsa, avvenuta il 6 agosto scorso.
La serata si è aperta con una sorpresa che ha rotto subito la barriera tra pubblico e palco: a introdurre il concerto è stata la voce registrata di Guccini stesso, capace di suscitare un immediato applauso e un sorriso commosso tra gli spettatori, prima che l’orchestra attaccasse le note de Il vecchio e il bambino. Da lì è iniziato un viaggio nelle sue canzoni più celebri, reinterpretate in una veste sinfonica che ha saputo restituire la forza dei testi e delle melodie senza snaturarne lo spirito originario.
Tra i momenti più intensi, le esecuzioni di brani come L’avvelenata, Cyrano e Dio è morto, che hanno raccolto lunghi applausi. Il pubblico ha partecipato con un silenzio attento e una commozione palpabile, alternando momenti di ascolto a esplosioni di applausi, in un clima di grande partecipazione emotiva. L’assenza fisica del cantautore, in una città che lo ha sempre considerato una voce e una presenza familiare, è stata percepita come una nota sospesa che ha accompagnato tutta la serata.
Al termine dello spettacolo, gli spettatori hanno lasciato la sala con un sentimento di nostalgia, ma anche con la sensazione di aver partecipato a qualcosa di speciale. Le parole e le canzoni di Guccini, reinterpretate in un linguaggio nuovo, hanno dimostrato ancora una volta la loro capacità di parlare direttamente al cuore delle persone.
Teresa Guccini, presente in sala tra il pubblico, ha dichiarato: “È molto emozionante, sono curiosa di vedere cosa succede, perché è un bell’omaggio, è una cosa particolare. So che i pezzi erano stati concordati con mio padre”. Anche il sindaco Matteo Lepore ha sottolineato il valore della serata: “una serata bellissima. Un teatro esaurito, tantissimo entusiasmo, ma anche un po’ di malinconia, perché è la prima volta che si torna a celebrare Guccini senza di lui”.
L’Opera Guccini rientra nella rassegna S’io avessi previsto tutto questo, che culmina il 1 novembre in una grande cantata in piazza Maggiore, aperta a tutti. Non servono biglietti né prenotazioni, basta presentarsi e unirsi al coro. Nel frattempo, la città continua a vivere il ricordo di Guccini anche attraverso altre iniziative, dalle visite guidate all’Osteria delle Dame al torneo di Tarocchino in suo onore, fino alla conferenza su Guccini e il Tarocchino e all’ascolto guidato dei suoi album alla biblioteca Salaborsa.
La serata al Teatro Duse ha dimostrato come la musica di Guccini possa continuare a vivere anche in forme nuove. L’Opera Guccini non sostituisce il cantautore: lo accompagna in un’altra dimensione, dove la sua voce resta protagonista, anche quando a cantare sono un tenore e un’orchestra.
“Nasce uno spettacolo che è un po' lirico, un po' musicale ma le sue canzoni sono lette in modo diverso”, ha spiegato Giorgio Comaschi, mentre Alessandro Nidi ha sottolineato: “Stiamo dando un vestito nuovo a queste canzoni, e l'orchestra è la vera differenza”.