Momenti di forte tensione alla Galleria Rosso20sette di Roma, in via del Sudario 39, dove tre uomini incappucciati hanno fatto irruzione nel pomeriggio del 27 ottobre 2026 durante l’allestimento della mostra “The Collapse of Democracy” dell’artista Laika, vandalizzando le opere esposte. A raccontare l’accaduto è stata la stessa Laika attraverso i propri canali social, dove ha descritto nei dettagli l’episodio e il contesto nel quale si è verificato.

Secondo il racconto dell’artista, i tre uomini hanno fatto irruzione nei locali della galleria approfittando di un momento in cui il portone era aperto per consentire le operazioni di allestimento. Una volta all’interno, i tre hanno minacciato il gallerista Stefano Ferraro, costringendolo a rimanere immobile mentre iniziavano a vandalizzare le opere esposte. L’episodio si è consumato in pochi minuti, al termine dei quali i responsabili si sono rapidamente allontanati dalla galleria.

La mostra “The Collapse of Democracy” affronta temi legati alle fragilità della democrazia, alle ingiustizie sociali e ai diritti civili, temi che, secondo l’artista, avrebbero reso l’esposizione particolarmente scomoda per alcuni ambienti.

«L’aggressione squadrista ai danni della galleria, in pieno giorno, da parte di un gruppo di persone incappucciate che hanno immobilizzato e minacciato Stefano, il gallerista, è qualcosa che ci deve far riflettere», ha scritto Laika nel proprio messaggio. «Questa aggressione è la prova che è in atto un processo di deterioramento e di collasso dei valori democratici».

Tra le opere vandalizzate anche un lavoro dedicato a Martin Luther King, accompagnato dalla frase “L’odio distrugge chi odia”, che secondo Laika rappresenta emblematicamente il contrasto tra il messaggio dell’opera e il gesto compiuto dagli aggressori.

L’artista ha sottolineato come l’episodio non debba essere considerato soltanto un atto di vandalismo, ma un attacco diretto alla libertà di espressione e alla possibilità di utilizzare l’arte per veicolare idee scomode. «Non è “semplicemente” un atto di vandalismo: è un attacco alla libertà di espressione e alla possibilità di esprimere idee attraverso l’arte».

Nel suo messaggio, Laika ha espresso solidarietà al gallerista Stefano Ferraro e ha respinto qualsiasi tentativo di intimidazione, affermando che quanto accaduto non fermerà il proprio lavoro. L’episodio, avvenuto in pieno centro storico di Roma e in pieno giorno, solleva interrogativi e preoccupazioni non soltanto sulla sicurezza delle persone coinvolte, ma anche sullo stato della libertà di espressione negli spazi culturali.

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